giovedì 15 maggio 2008

E se Gesù Cristo s'innamora di Satana?

Liberazione - Queer, 16/12/2007
E se Gesù Cristo s'innamora di Satana?

E ' un personaggio controverso, Anton Szandor LaVey. Per alcuni non fu altro che un cialtrone, una specie di esibizionista capace di un paio di trovate a effetto che, una volta assorbite dal grande circo pop, hanno mostrato tutta la loro pochezza, tanto contenutistica quanto ideologica. Per altri resta uno dei grandi visionari della controcultura moderna, il fondatore di un movimento che, lo si voglia o meno, ha segnato profondamente l'immaginario contemporaneo. Per altri ancora è l'icona stessa del male, un figuro losco e pericoloso a cui si deve la peggiore forma di devianza conosciuta nel campo delle nuove religioni, con tanto di derive criminali sia in termini di presa psicologica, sia di cronaca nera tout-court. Il nome di questa devianza è, manco a dirlo, Satanismo. E almeno su una cosa saranno tutti d'accordo: con Anton Szandor LaVey (Papa Nero e fondatore della Church of Satan, autore di quella Bibbia di Satana che Arcana ha da poco ristampato in italiano) il Satanismo conosce la sua versione attuale, al punto che forse, prima di lui, di Satanismo non è neppure lecito parlare.
La biografia di LaVey è tutta una leggenda, chiaramente fomentata da lui in persona: classe 1930, sarebbe nato con una coda, avrebbe lavorato come domatore di leoni e come organista della città di San Francisco, e avrebbe persino intrattenuto una relazione amorosa con Marilyn Monroe. Notizie false, che sono servite alla costruzione di un personaggio dai caratteri, più che luciferini, tipicamente avventurosi. Ma anche questi pur pittoreschi trascorsi scompaiono dinanzi agli eventi che lo renderanno celebre dalla seconda metà dei 60 in poi. Già frequentatore dei circoli crowleyani, attraverso i quali viene a contatto con certo occultismo "sinistro" che in molti ancora si ostinano a definire protosatanista (e a nulla valgono gli strali di Crowley in persona contro i satanisti di fine Ottocento/inizi Novecento), conosce tra gli altri il regista underground Kenneth Anger, assieme al quale fonda un primo, mitologico Magic Circle. La Chiesa di Satana vera e propria nasce nel 1966, ed è un tipico prodotto della California sixties: una specie di incrocio tra Nietzsche e i figli dei fiori, il tutto in chiave blandamente esoterica. Il Satanismo di LaVey è un Satanismo - si dirà in seguito - "razionalista": gli adepti della sua Chiesa non credono alla reale esistenza del demonio, e ne utilizzano semmai la figura in chiave allegorica, come simbolo dell'uomo padrone del suo destino, ma soprattutto come evidente icona anticristiana. Il movimento di LaVey sta a cavallo tra una forma di superomismo individualista di per sé estraneo ai dogmi e alle restrizioni della cultura dominante, e un libertarismo riottoso condito da aspirazioni - se così si può dire - "spirituali". L'invenzione provoca un impatto notevole e non poche simpatie, del tutto comprensibili visto il luogo da cui prende le mosse (San Francisco) e la temperie culturale dell'epoca: è la prima organizzazione religiosa ad autoproclamarsi "satanista", le cerimonie sono sfavillanti processioni gotiche con tanto di espliciti risvolti erotici, l'iconografia (il celebre pentacolo all'interno del quale si inscrive la testa di un bafometto) è destinata al successo imperituro. Il momento d'oro data fine 60/inizi 70: la Bibbia di Satana è un best seller, alla Chiesa si avvicinano le prime star hollywoodiane, lo stesso LaVey è chiamato come consulente per il Rosmary's Baby di Roman Polanski. Il clima comincia a cambiare dopo il caso Manson (la cui onda lunga produrrà la prima ondata antisatanica, con tanto di caccia alle streghe risoltasi poi nella consueta montatura), e quando, nel 1975, il "secondo" di LaVey, Michael Aquino, lascia la Chiesa per fondare il Tempio di Set, formazione concorrente che abbraccia in maniera più esplicita la causa occulta, abbandonando l'impronta razionalista degli esordi. E' il primo di una serie di scismi che si protrarranno con regolarità fino alla morte dello stesso LaVey nel 1997, e anche oltre. In più, la defezione di Aquino porta a galla diverse contraddizioni in seno alla Chiesa, la principale delle quali non finirà mai di essere rimproverata ai satanisti dalle altre formazioni della tradizione sia occulta che neopagana: ha senso un culto - se di culto si può parlare - che, nel negare i valori cristiani, finisce in realtà per ribadirli? Come scagliarsi contro i precetti cristiani se poi, ergendo a vessillo la figura di Satana, se ne accettano i presupposti, essendo Satana un prodotto di quegli stessi valori? Fondamentalmente, senza il nemico cristiano, il Satanismo perde di senso. E nonostante i laveyani ribidaranno in tutti i modi che la loro impostazione puramente simbolica e "razionale" li mette comunque al riparo da siffatte accuse, è questo uno dei nodi che ne minerà in maniera sostanziale la credibilità. Salvata semmai dalle ricorrenti crociate anti-sette, i cui eccessi al pari ridicoli e grotteschi, alimenteranno ancora per molto tutto il fascino del Principe del Male e delle sue oramai innumerevoli chiese.

Anto Szandor Lavey
"La Bibbia di Satana"
Arcana
pp. 280, euro 15

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