lunedì 28 aprile 2008

La verità storica su Elena di Troia

La verità storica su Elena di Troia
BARBARA BRIGANTI
MERCOLEDÌ, 25 LUGLIO 2007 LA REPUBBLICA Cultura

UN SAGGIO RICOSTRUISCE IL PERSONAGGIO DELL´ILIADE

oggi possiamo immaginare come visse la Regina di sparta
L´autrice è divulgatrice culturale della bbc

Una delle immagini più celebri dell´Iliade raffigura Elena che, coperta da un velo scintillante, dall´alto delle Porte Scee fa planare lo sguardo sul campo di battaglia, stranamente ordinato e silenzioso. Achei e Troiani hanno deposto gli scudi, piantato le lance nel terreno e attendono severi ed incerti, incrociando le braccia. Una tregua nella decennale, tremenda carneficina, lascia il passo al duello tra i due uomini che si contendono la donna più bella del mondo. Sappiamo come andò a finire. È una visione quasi cinematografica: una panoramica a volo d´uccello sull´immenso esercito greco, il campo, le navi arenate sulla spiaggia, completata da rapide zoomate esplicative, ad uso del re Priamo, sugli eroi più famosi: Agamennone dal portamento regale, Ulisse basso, scuro e peloso come un montone, l´immenso Aiace. Di tutti loro sappiamo molto: quale sorte li aspetta al ritorno in patria, come finirà la loro avventura terrena. Conosciamo anche il destino di Troia e dei suoi abitanti. Di Elena invece, stranamente, sappiamo pochissimo e quel poco in maniera molto confusa e contraddittoria. È la storia, o se vogliamo il mito di Elena, principessa micenea del XII secolo a. C. che si è prefissa di raccontare una delle più famose divulgatrici culturali della BBC, Bettany Hughes (Elena di Troia, Dea Principessa, Puttana, Saggiatore, pagg. 511, euro 22).
Il problema di appurare se Elena è mai esistita fisicamente o se invece rappresenta solo un mito legato alla fertilità o alla primavera, è ininfluente. Grazie all´archeologia scientifica e ad una fortunata serie di scoperte fortuite avvenute nel corso del XX secolo, le conoscenze sulla Grecia micenea sono enormemente aumentate, per cui è ormai possibile ricostruire in maniera plausibile lo scenario in cui avrebbe potuto vivere una regina di Sparta.
Una principessa nata ed allevata in una reggia, un palazzo simile a quello di Pilo, un labirinto di edifici arroccati sulle scoscese colline del Peloponneso, con cortili, passaggi e scale che collegavano sale affrescate e scintillanti. Un edificio rigurgitante di tesori e di colori. La lettura delle tavolette in cuneiforme, provenienti da Hattusa, tramanda la portata dei doni che si scambiavano i re nell´Età del Bronzo: forzieri letteralmente pieni d´oro, avorio, vasellame dipinto, armi, tessuti ricamati e pelli di animali. Elena viveva in palazzi dove una folla di schiave, soldati e servi si muoveva continuamente al servizio dei sovrani, dove la regina e le sue ancelle ricoprivano un ruolo non solo di gestione della casa ma anche politico e di rappresentanza. Regina e ancelle erano giovani, quasi bambine. A dodici anni una fanciulla era sessualmente matura e pronta per le nozze, a venticinque poteva già essere nonna, se non era già morta prima stroncata da innumerevoli parti. Hanno al massimo ventisei anni le donne i cui corpi sono stati ritrovati sotto le macerie di Creta e di Thera.
Un´adolescente già in grado di gestire una casa e che spesso era usata come merce di scambio e ostaggio politico. Una quantità imprecisabile di principesse greche venne spedita oltremare nelle corti orientali, presso gli ittiti, gli urriti, gli egizi. Forse alla fonte del mito di Elena c´è una, o molte, storie del genere.
Una fanciulla snella e sinuosa, con folti capelli che faceva crescere solo una volta sposata. E non necessariamente mora. A Thera gli affreschi che documentano la rituale raccolta dello zafferano mostrano anche una ragazza bionda, con occhi chiari. Probabilmente una rarità e per questo tanto più pregiata. Sempre negli affreschi di Thera vediamo gioielli e abiti multicolori. Il peplo, i veli informi e fluttuanti che immaginiamo per abitudine, non erano affatto il costume del periodo. Le donne, pesantemente truccate e ingioiellate, portavano gonne a balze colorate e corpetti attillati che svelavano il seno. I tessuti di lino, lievi e trasparenti erano resi lucidi da numerose immersioni nell´olio d´oliva, i vivaci colori si ottenevano con tinture vegetali, lo zafferano, l´indaco, o da quella porpora che fece la fortuna dei Fenici.
Col tempo, la piccola principessa sarebbe diventata una madre di famiglia potente, come Clitennestra o Penelope, in grado di sostituirsi al re in caso di bisogno; una sacerdotessa, incaricata della gestione degli affari religiosi dello stato. Talvolta - ahimè povera Ifigenia - una vittima sacrificale.
Tutto questo, e molto ancora, fu sicuramente Elena, la donna per cui due mondi entrarono in guerra, la prima inconsapevole causa dell´infinito scontro che da millenni oppone l´oriente e l´occidente.

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