mercoledì 5 gennaio 2011

I tesori esposti. Affreschi, incunaboli e manoscritti antichissimi viaggio fra i libri dei Papi

I tesori esposti. Affreschi, incunaboli e manoscritti antichissimi viaggio fra i libri dei Papi
RORY CAPPELLI
DOMENICA, 02 GENNAIO 2011 la Repubblica - Roma

In mostra sino a fine gennaio tutti i segreti di uno dei patrimoni culturali più preziosi al mondo: oltre un milione e mezzo di volumi, 150mila tra stampe, disegni e matrici. E una selezione di monete

Un inno al libro, un´ode alla cultura, un omaggio al sapere. La mostra Conoscere la Biblioteca Vaticana (fino al 31 gennaio al Braccio di Carlo Magno) è tutto questo e molto di più: un´esposizione sorprendente e coinvolgente. L´idea di raccontare un patrimonio culturale fra i più ricchi dell´umanità è venuta a Barbara Jatta, responsabile del Gabinetto delle stampe. Grande studiosa, brillante oratrice, durante i tre anni di restauro della Biblioteca terminato a settembre, passando ogni giorno tra gli scaffali impolverati dagli operai e la plastica a coprire tutto quel ben di Dio (è proprio il caso di dirlo), visitando il Salone Sistino pieno di affreschi ma senza vita, parlando con gli studiosi orfani della Leonina, la sala di consultazione tra le più belle del mondo, Jatta si è detta: c´è chi è in lutto perché la biblioteca è chiusa, ma c´è anche chi questo posto non lo conoscerà mai. Così ecco l´idea: riassumere in una mostra un luogo di inusitata bellezza e una storia unica per permettere a tutti di conoscerli.
Si entra dal Braccio di Carlo Magno, in piazza San Pietro, e subito è biblioteca, con la ricostruzione della sala di lettura e la possibilità di sfogliare manoscritti miniati e incunaboli vari, mentre, con le cuffie nelle orecchie, un video ti racconta la passione per la cultura e i libri e i mille segreti della Biblioteca Apostolica Vaticana, che vanta numeri davvero impressionanti: 600mila volumi a stampa, 80mila manoscritti, oltre 8mila incunaboli, 300mila tra monete e medaglie, 150mila tra stampe, disegni e matrici, altrettante fotografie, consultati ogni anno da 20mila persone. Come nella biblioteca di Zafón, però, anche se un microchip all´interno dei volumi consente una immediata localizzazione, ancora si perdono i libri o i manoscritti o, per esempio, gli atti di un esorcismo (è successo): e allora è il libro a trovare te, come accade ad alcuni studiosi che si ritrovano tra le mani le pagine ingiallite di un esorcismo che verrà praticato su una "invasata" romana, affresco vividissimo della Roma di metà Ottocento.
Dopo una sala che espone alcuni capolavori come Il Sutra della ghirlanda fiorita di Buddha, i rotoli magici etiopici, la Divina Commedia con le illustrazioni di Botticelli o, addirittura, il Papiro Bodmer, si passa da un corridoio che, attraverso gigantografie a tutta parete, dona l´impressione di trovarsi all´interno della biblioteca. Al piano superiore, sono molte stampe della ricca collezione in mostra, come la Battaglia degli Ignudi di Antonio del Pollaiolo e Vedute di Roma di Giovanni Battista Piranesi. Sotto una teca di vetro c´è un volume che, come spiega Barbara Jatta, venne donato dal marchese fiorentino Alessandro Capponi alla Biblioteca Vaticana nel 1745-46, che quindi data la realizzazione delle Vedute anteriormente e non, come si è sempre ritenuto, al periodo tra 1747 e 1750. Nell´ultima sala, poi, una sorpresa: due restauratori all´opera in guanti bianchi spiegano tutti i segreti del recupero e della conservazione dei volumi.

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