giovedì 19 marzo 2009

Ideologia e politica nel mondo di Disney

Ariel Dorfman, Armand Mattelart
Come leggere Paperino
Ideologia e politica nel mondo di Disney
Feltrinelli, Milano, 1980

Apparentemente ci sono territori dell’umano in cui la lotta di classe non esiste. Per esempio l’infanzia, i cui attributi classici sono purezza, ingenuità. Come leggere Paperino dimostra il contrario:
nulla sfugge all’ideologia. Nulla, quindi, sfugge alla lotta di classe. li libro tende a smascherare i meccanismi con cui l’ideologia borghese si riproduce attraverso i personaggi di Disney. L’analisi indaga sulla struttura dei fumetti, mostra l’universo di doppi significati in essi nascosti, che svolgono un ruolo fondamentale per la comprensione del messaggio. Paperino è la metafora del pensiero borghese che penetra insensibilmente nei bambini attraverso tutti i canali di formazione della struttura mentale. È la manifestazione simbolica di una cultura che incentra tutti i suoi significati sull’oro e lo rende innocente staccandolo dalla sua funzione sociale. Il denaro non vi appare come elemento di rapporto tra il capitalista e la società; l’ansia di possederlo di Paperone è solo una perversione individuale. Sulla stessa linea, tutti i personaggi disneyani emergono come individualità psicologiche e non come prodotti di rapporti. Accanto all’avaro esistono l’inventore, il fortunato, l’ingenuo. Sono comportamenti astratti e non funzioni concrete di una realtà sociale. Siamo ormai lontani dall’aneddoto Disney: siamo nel campo della politica. Non per nulla la stampa mondiale si è largamente interessata a questo libro e l’Associated Press, parlandone istericamente, ne ha citato questa frase: “Finché la sua figura sorridente passeggerà innocentemente per le strade del nostro paese, finché Paperino sarà potere e rappresentazione collettiva, l’imperialismo e la borghesia potranno dormire sonni tranquilli.

Ariel Dorfman, critico letterario, è nato in Cile neI 1942. Si occupa particolarmente di letteratura per l’infanzia. Armand Mattelart, sociologo, è nato in Belgio nel 1936 e si è trasferito in Cile nel 1962. Ha scritto molti libri sull’imperialismo culturale nei paesi sottosviluppati e sui mass media.

Dalla quarta di copertina

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