giovedì 23 febbraio 2023

Cesare Lombroso - In Calabria

 Cesare Lombroso - In Calabria

In Calabria (Catania, Giannotta) presenta molte osservazioni curiose che il signor Cesare Lombroso, trentacinque anni fa in Calabria, ha raccolto sulle abitudini, la letteratura e le tradizioni di questa provincia. Molte di queste ricerche hanno un interesse notevole, soprattutto quando Lombroso ci offre esempi del dialetto delle antiche colonie greche stabilitesi in Calabria. Tuttavia, è un peccato che non abbia tentato di approfondire maggiormente la sua ricerca e abbia invece trattato argomenti così disparati e importanti che uno solo avrebbe potuto essere sufficiente per la sua opera. Ci parla di questioni letterarie, patologia, criminalità, igiene e folclore del paese, il che, alla lunga, ci dà l'impressione di un lavoro senza un chiaro obiettivo.


Mercure de France, 1898


mercoledì 22 febbraio 2023

Sul laghetto di Arqua

 Guido Mazzoni.

Sul laghetto di Arqua


Sul laghetto di Arquà (cannucce integre

Gli fan cintura e trepidanti pioppi),

Secure da le reti e da gli schioppi,

Pispole, capinere e cingallegre

*

Cinguettan quanto è il dì ; ma se le negre

Ombre sgombrano il ciel, par che si addoppi

La gioia di lor vita, e suonan scoppi

Gai di trilli e un frullar d’ale allegre.

*

Spesso scendea giù pe’ sentieri molli

Esso il Petrarca, e qui si assise e tacque

A udir del santo suo la voce acerba.

*

Ahi, con sospiri ei videva altre acque

Nel memoro pensiero ed altri colli !

E aperto il libro gli sfuggia su l’erba.


giovedì 16 febbraio 2023

Lara mito e racconto

Lara  mito e racconto

il mito:

Lara, una Naiade, figlia del fiume Almone, andò a informare Giunone che Giove era innamorato di Giuturna. Il dio, irritato, le fece tagliare la lingua e diede ordine a Mercurio di condurla agli inferi; ma durante il viaggio, Mercurio, innamorato della bellezza di questa ninfa, se ne fece amare e ne ebbe due figli chiamati Lari, dal nome della loro madre

il racconto:

Titolo: La Naiade e il Messaggero


Lara è una Naiade solitaria che vive in un fiume di montagna, circondata dalla bellezza della natura e dalle acque limpide del fiume. Un giorno, Mercurio, il messaggero degli dèi, si perde nei boschi circostanti e incontra la giovane naiade. I due iniziano a parlare e a conoscere l'uno l'altro, e scoprono di avere molto in comune, nonostante le loro diversità.


Lara e Mercurio si innamorano e cominciano a vivere una vita felice, lontani dagli altri dèi e dal loro potere, nell'armonia della natura. Tuttavia, la felicità della coppia viene interrotta quando Giunone, regina degli dèi, manda Mercurio a portare un messaggio agli inferi. Il messaggero degli dèi, costretto ad obbedire alla regina, parte per la sua missione, lasciando Lara sola e preoccupata.


Nel frattempo, Giove, il re degli dèi, si innamora di Giuturna, una ninfa dei laghi. Giunone, gelosa e arrabbiata, cerca di distruggere l'amore dei due amanti e ordina a Lara di portare la notizia a Plutone, dio degli inferi, che Giove si è innamorato di una delle sue figlie.


Lara, con il cuore spezzato per la partenza di Mercurio e preoccupata per l'amata di Giove, parte per la sua missione. Lungo il cammino incontra molti pericoli, ma grazie alla sua forza e alla sua intelligenza, riesce a superare tutte le difficoltà.


Quando Lara arriva agli inferi, incontra Plutone e gli racconta la notizia dell'amore di Giove per Giuturna. Plutone, arrabbiato, ordina a Lara di restare con lui e di diventare sua sposa. Lara, costretta dalle circostanze, accetta la proposta, ma continua a pensare al suo amato Mercurio e al suo amore per lui.


Mercurio, nel frattempo, ha completato la sua missione e sta tornando da Lara. Quando arriva, scopre che la sua amata è stata rapita da Plutone. Con l'aiuto degli altri dèi, Mercurio riesce a penetrare negli inferi e a liberare Lara. I due amanti finalmente si riuniscono e giurano di non separarsi mai più.


Il loro amore, nato dalle acque del fiume Almon, resistito alle difficoltà del viaggio e alle insidie degli dèi, è un esempio di come l'amore vero possa superare ogni ostacolo e trionfare su ogni avversità.


sabato 11 febbraio 2023

figli del sole iperboreo - la primavera nordica dei Veneti - dei celti e...

presentazione del libro
Figli del sole iperboreo
la primavera nordica dei Veneti, dei celti e dei primi europei
Aurelio La Scala Marchesan

dalla quarta di copertina
Guardati bene da cultura imposta e cerca credenze; sono prigioni per la mente.
La storia viene scritta dai vincitori e le religioni creano dogmi contro la vera spiritualità delle origini, ma la verità non la conosce nessuno, o meglio, viene interpretata spesso in modo soggettivo.
Questo libro è una raccolta di studi personali, opinioni e notizie tratte da fonti biografiche ed esperienze di ricerca alternativa, fuori dagli schemi accademici, in tema controstorico e antibiblico; libero dal prepotente imporsi del sapere scolastico accettato come tale.
Rifiutando il modello artificioso-giudaico Cristiano, a cui si è piegata la cultura di massa, e le teorie 
antropologiche classiche, rivediamo la genesi delle genti europee dal mito degli iperborei, gli dei antenati venuti da settentrione. In particolar modo dei veneti e Dei Celti, quali popoli nativi della prima Europa, venuti da comuni antenati calati del nord nottetempo, di cui gli sconosciuti iperborei furono gli antichi padri, menzionati tra storici e intellettuali di ogni tempo.
 
nota:
Il mito degli iperborei è un antico racconto che risale alla mitologia greca. Questi eroi mitologici sono stati descritti come un popolo di esseri umani perfetti e immortali che abitavano in un luogo lontano e incontaminato situato al di là delle terre conosciute, al di là del vento boreale.

Gli iperborei erano famosi per la loro bellezza, saggezza e virtù, e venivano descritti come un popolo molto felice e pacifico. La loro vita era serena e priva di preoccupazioni, e si diceva che godessero di un'eterna giovinezza e salute perfette.

Questo mito ha influenzato molte culture diverse, inclusi Greci, Romani, Celti e Germani, e ognuno di essi ha sviluppato la propria versione del mito degli iperborei. per i Greci, gli iperborei erano associati con la divinità Apollo, che veniva considerato il loro protettore.

Per molti antichi pensatori, il mito degli iperborei rappresentava un'utopia, un luogo ideale dove la pace, la felicità e la perfezione erano presenti in abbondanza. Questo mito ha continuato a esercitare una forte attrazione sulla cultura e sulla letteratura a lungo dopo la fine dell'antichità, e il suo fascino persiste ancora oggi.

mercoledì 30 novembre 2022

Rovine e macerie

Rovine e macerie

Il senso del tempo 



Marc Augè


Bollati Boringhieri, Torino, 2004


Attraverso un percorso sinuoso tra diversi siti del mondo, dall'Acropoli di Atene al Muro di Berlino, passando per diverse opere letterarie o cinematografiche e qualche ricordo, l'autore sviluppa un'intuizione che riguarda il senso del tempo e la coscienza della storia. La vista delle rovine ci fa intuire l'esistenza di un tempo che non è quello di cui parlano i manuali di storia o che i restauri cercano di resuscitare. È un tempo puro, non databile, assente dal nostro mondo d'immagini, di simulacri e di ricostruzioni; dal nostro mondo violento che produce solo macerie: macerie che non hanno più il tempo di diventare rovine. Un tempo perduto che capita all'arte di ritrovare.


Un affascinante percorso che attraversa vari siti del mondo - Dalla Costa d'Avorio alla Cambogia, dellA'cropoli di Atene al muro di Berlino -, alcune opere letterarie e cinematografiche e qualche ricordo, Marc Augé riflette sul tempo, sulla sua percezione, sulla sua fragile e subitanea realtà, le sue diverse profondità. insieme, ripensa al mestiere di antropologo, a ciò che esso gli ha insegnato, alle considerazioni che gli ispira e alle nuove domande che oggi gli pone.

 

… L'inventario delle Rovine non è un fine in sé ,,,

 l'umanità non è in rovina, è in cantiere. appartiene ancora alla storia.

In Costa d'Avorio mi attardai in casa di alcuni “profeti” che pretendeva di lottare contro gli stregoni e al tempo stesso di guarire i corpi sofferenti, di evocare tempi nuovi e di adattare i miti cristiani; 

Freud e sull'Acropoli gli viene un pensiero singolare: “ Dunque tutto questo esiste veramente, proprio come l'abbiamo imparato a scuola? ! "


martedì 16 marzo 2021

Primavera incendiata

 

Primavera incendiata

 

Questa primavera, come arriva, esplode in

falò verdi, selvatico soffiare verde

di alberi, di cespugli, fioritura di pruni che si

levano in ghirlande di vapori, tra

il bosco che brulica e brividi di giunchi

d’acqua.

 

Sono stordito a tutto questo sprigionarsi, questo

divampare di fuochi verdi, luci sul nero della terra, questa

folata di crescita, questi soffi di vapore che

vanno in selvatici vortici, come

volti di uomini sbocciati sotto il mio

sguardo.

 

E io, che specie di fuoco sono io, tra tutto

questo bruciare della primavera? Sono quello che manca,

io. Neanche pallido fumo come il resto della

gente, meno del vento che corre al fiammeggiante

richiamo.

 

David Herbert Lawrence