mercoledì 17 marzo 2010

O: storia intima dell'orgasmo

O: storia intima dell'orgasmo
Autore Jonathan Margolis
Traduttore M. P. Romeo; M. Zonetti
Editore Piemme, 2005

Per alcuni è una questione di minuti. Più o meno dodici all'anno. Altri non lo provano in una vita. C'è chi per definirlo non risparmia la fantasia, compiendo ardite similitudini tra l'orgasmo e il goal in una partita di calcio. Eppure non c'è mai stata parola più oscurata, censurata, osannata, sublimata, parafrasata, condannata, a seconda delle epoche storiche e delle latitudini. Dalla biologia alla letteratura, passando attraverso l'antropologia, la psicologia e la tecnologia, a partire dall'uomo delle caverne fino al Viagra e al virtual sex, Margolis propone un viaggio alla scoperta dell'orgasmo e del piacere del sesso.

venerdì 12 marzo 2010

Chiunque nel mondo potrà accedere a milioni di libri senza copyright

l’Unità Firenze 11.3.10
L’intesa con il ministero dei beni culturali coinvolge anche Roma
Chiunque nel mondo potrà accedere a milioni di libri senza copyright
Accordo storico con Google i libri della Nazionale sul web
Una volta digitalizzate, le opere di Dante, Petrarca, Leopardi, rari testi scientifici del XVIII secolo e litografie di ogni epoca saranno a disposizione dei navigatori del web. Il costo sarà a carico di Google.
di Matilde Tempesti

Non sempre vecchio e nuovo parlano lingue diverse, soprattutto non sempre il mondo virtuale logora quello reale. È stato siglato un accordo già definito storico tra il motore di ricerca Google e il ministero per i Beni e le Attività Culturali, che consentirà a chiunque nel mondo di accedere a fino ad un milione di libri non coperti da copyright conservati nelle Biblioteche Nazionali di Roma e Firenze.
Una volta digitalizzate, le opere di Dante, Petrarca, Leopardi e Manzoni saranno a portata di clic da Genova a Nairobi. Google fornirà inoltre alle due biblioteche le copie digitali di ciascun libro parte del progetto, così che possano a loro volta renderli disponibili anche su piattaforme diverse da Google Books, come quella del progetto Europeana. L’accordo prevede la
La Biblioteca Nazionale di Firenze
digitalizzazione e messa in rete di circa un milione di volumi, 285mila dei quali sono stati già metadatati e catalogati dal Servizio Bibliotecario Nazionale, e nei prossimi 2 anni si completerà la catalogazione dei volumi scelti, che saranno digitalizzati da Google e poi messi online. Il costo della digitalizzazione sarà a carico di Google. Tra i libri rari e rilevanti che la Biblioteca Nazionale di Firenze includerà nel progetto vi sono rare opere scientifiche del XVIII se-
colo e dell’Illuminismo, opere letterarie del XIX secolo, opere illustrate e litografie di ogni epoca. «La speranza è che questo sia un punto di partenza ha dichiarato il ministro Sandro Bondi e che presto molti altri volumi possano essere disponibili».
PER SAPERNE DI PIÙ
www.bncf.firenze.sbn.it

domenica 28 febbraio 2010

L'anello del pescatore

L'anello del pescatore, Jean Raspail, CasadeiLibri 2009 euro 16

A distanza di 11 anni dall'uscita del Il campo dei santi (Cavallo Alato edizioni di Ar) ritorna in Italia Jean Raspail, con L'anello del pescatore.

Siamo nel 1994 lontani dalla morte di Giovanni Paolo II e la proclamazione di Papa Benedetto XVI, e molti anni prima della pubblicazione de “Il codice Da Vinci” di Dan Brown, che ha costruito i suoi romanzi sulla “grande menzogna” su cui si fonderebbe la Chiesa Cattolica.

Raspail, profondo conoscitore dei fatti storici del Grande Sisma d'Occidente, scrive un romanzo, riportando ai giorni nostri una disputa che ha diviso la Chiesa per quasi quarant'anni, conclusa con la deposizione di Benedetto XIII, ultimo degli antipapi di Avignone.

L'ultimo successore di questa discendenza papale scomunicata dalla Chiesa, un mendicante, che si fa chiamare Benedetto, parte da Rodez, al sud della Francia, deciso a raggiungere Roma per rivelare la sua profezia al Papa, morire accanto la tomba di Pietro e mettere definitivamente fine allo Scisma.


Raspail costruisce un libro affascinante, che travalica i generi letterari, e trasporta il lettore avanti e indietro nel tempo senza mai perdere il bandolo della matassa. Dietro alla storia ufficiale della Chiesa, Raspail ne racconta una parallela, che sembra altrettanto verosimile, sostenuta da una grande documentazione storica e una scrittura carica di ritmo, e varietà linguistica che insinua il dubbio capitolo dopo capitolo.

mercoledì 17 febbraio 2010

Joumana Haddad «Quando ho scoperto la storia di Lilith sono tornati tutti i conti della mia vita»

Liberazione, sabato 13 settembre 2008
Joumana Haddad «Quando ho scoperto la storia di Lilith sono tornati tutti i conti della mia vita»
Intervista
«La sua poesia, attraverso una parola tentacolare, spesso riesce a dar voce a una donna forte e sontuosa», così lo scrittore marocchino Tahar Ben Jallun ha recentemente descritto l’opera di Joumana Haddad, poeta libanese. Questa estate, mentre leggeva all’Isola Tiberina (in un italiano perfetto) la sua composizione dedicata alla biblica Lilith, nell’ambito del festival internazionale di letteratura “Mediterranea”, Joumana sembrava aver dato non solo voce ma corpo e sostanza a una «donna forte e sontuosa».

Liberazione 13.9

domenica 31 gennaio 2010

La favolosa storia del trattato sui profeti bugiardi

La Repubblica 30.1.10
La favolosa storia del trattato sui profeti bugiardi
di Adriano Prosperi

Minois ripercorre la leggenda del celebre testo su Gesù, Mosè e Maometto Un´opera contro la religione, prima immaginata poi scritta per davvero

Questa è la storia di un libro maledetto e desiderato, temuto e accanitamente ricercato: un libro che prima di diventare reale fu piuttosto una fantasia, una testa senza corpo, un embrione di libro. All´inizio ci fu un´idea, un titolo: i tre impostori. Ma che titolo: i tre impostori erano Mosé, Gesù Cristo e Maometto. E l´idea era quella di attribuire l´origine delle tre religioni monoteistiche mediterranee all´impostura dei fondatori. Come quell´embrione sia nato e si sia sviluppato lo racconta Georges Minois (Il libro maledetto. La storia straordinaria del Trattato dei tre profeti impostori, Rizzoli, traduzione di Sara Arena, pagg. 320, euro 17,50).
Minois è uno storico abituato a scavare nei sedimenti dell´immaginario religioso. Sue sono tra l´altro una storia del diavolo e una storia dell´inferno. Lo zolfo d´inferno circola anche in questa storia. Da lì affiorano le ombre di Federico II di Svevia e del suo ministro Pier delle Vigne, convinti - secondo l´accusa di papa Gregorio IX (1239) - che il mondo intero fosse stato ingannato da tre impostori, Gesù Cristo, Mosé e Maometto.
In quell´inferno la tradizione cristiana collocò anche Averroè. A lui, un infedele e dunque un comodo capro espiatorio, fu attribuita la tesi che le tre religioni monoteistiche fossero state fondate da tre imbroglioni.
L´idea che la storia dell´uomo e del mondo raccontata dalle tre religioni fosse frutto di un´abile mistificazione poteva nascere solo in quel bacino del Mediterraneo dove tre monoteismi si scontravano con l´insanabile odio di un rapporto fraterno. Ma perché si pensasse alla religione come impostura e inganno deliberato era stato necessario il contributo dell´intelligenza greca e della sapienza politica romana. Erodoto aveva raccontato l´inganno di un fondatore di religione, lo schiavo trace di Pitagora, Salmoxis. E Tito Livio aveva descritto i finti convegni notturni di Numa Pompilio con la ninfa Egeria. Il poema di Lucrezio aveva accusato la religione di fondarsi sulla paura. E fu dalla lettura di Lucrezio e di Tito Livio e dall´esperienza dei tempi suoi che Niccolò Machiavelli ricavò le sue osservazioni sulla funzione della religione per il potere politico e per la forza dello stato.
Intanto con le scoperte geografiche la comparazione tra religioni si allargava a scala mondiale; e con la comparazione si sviluppava la capacità di critica e di relativizzazione e la tendenza a considerare la religione - ogni religione - una creazione umana, modellabile con la forza e con l´astuzia. E il libro dei tre impostori? La convinzione della sua esistenza condivideva con la fede in Dio delle religioni positive un carattere comune: era sostanza di cose sperate, terrore di cose temute. Finché a un certo punto ci fu chi lo scrisse davvero. Ma tutta questa storia, dalla lunghissima gestazione alla nascita, ha ancora lati oscuri e passaggi incerti su cui si affaticano gli studiosi: il che contribuisce a conferirle il fascino che appartiene alle cose nascoste, ai sogni e alle immaginazioni.
La violenza dei dispositivi di chiese e stati obbligava al nascondimento e nello stesso tempo aggiungeva forza di argomenti a chi parlava di impostura. Fu allora che la figura dell´ateo cessò di essere uno spauracchio apologetico e prese corpo e caratteri moderni. E fu con gli apporti dei libertini eruditi, di Hobbes e soprattutto di Spinoza che venne lievitando l´idea centrale di quel libro: che intanto, detestato e ricercato, dichiarato esistente senza essere visto, restava come avvolto nell´alone di quella che era la sua materia: l´impostura. Quando prese corpo in stampe e non in una ma in più versioni, una in latino e una in francese, fu per opera delle correnti dell´Illuminismo radicale, decise a voltar pagina rispetto a una cultura elitaria che non riteneva il popolo capace di tollerare la verità.
La versione su cui giustamente Minois si concentra comparve all´Aia nel 1719 dall´editore Levier. E il lettore curioso potrà verificare sull´eccellente edizione che del testo da lei scoperto ha pubblicato Silvia Berti (Trattato dei tre impostori, Einaudi, 1994) se è vero, come scrive Minois, che quel trattato è deludente: di più, se è vero che all´epoca in cui comparve avesse perduto la sua forza dirompente. Una cosa è certa: non c´è l´inferno in quelle pagine, non vi sono le sulfuree empietà su cui avevano speculato trafficanti e stampatori. Al loro posto c´è una ferma fiducia nella retta ragione, «la sola luce che l´uomo deve seguire». E c´è in più un salto rivoluzionario rispetto ai tempi delle cabale segrete e dei libertini eruditi: la convinzione «che il popolo non è così incapace di fare uso /della ragione / come si cerca di fargli credere». Era finita un´epoca, un´altra cominciava che ancora non è finita.

martedì 13 ottobre 2009

Sbattezziamoci, in un libro tutte le istruzioni per l'uso

Liberazione 6.10.09
Credere o no è un diritto di tutti. Lo spiegano in "Uscire dal gregge" Raffaele Carcano e Adele Orioli
Sbattezziamoci, in un libro tutte le istruzioni per l'uso
di Daniele Barbieri

«Carneade, chi era costui?» è una delle frasi più famose della letteratura italiana. Il convertito Manzoni non ci spiega come mai don Abbondio stia pensando a questo filosofo scettico messo al bando perché "turbava" i giovani. Accadde nel 155 ev, ovvero dell'era volgare. Adottare questa datazione invece che dC (dopo Cristo) rappresenta una scelta insolita, almeno nell'Italia dei papi e dei baciapile. E' la scelta di Raffaele Carcano e Adele Orioli che accennano a Carneade e ad altri perseguitati per motivi religiosi nei primi secoli dell'ev quasi all'inizio del libro che reca il neutro sotto-titolo Storie di conversioni, battesimi, apostasie e sbattezzi ma ostenta un ben più polemico e azzeccato titolo: Uscire dal gregge (Luca Sossella editore, pp. 320 pagine, euro 14,00).
L'introduzione si apre con una domanda interessante: «dove avete trovato questo libro?». Perché «la sorte dei libri che presentano punti di vista non religiosi» è bizzarra e catalogarli risulta scomodo anche per i bibliotecari. Non è certo un pamphlet religioso, piuttosto un appassionante saggio storico capace anche (o soprattutto) di una riflessione politica sull'oggi.
Il primo passaggio concettuale di Uscire dal gregge è spiegare come la religione di un popolo sia scelta dal re (da chi comanda insomma). Accade anche oggi. Ci sono piccole eccezioni ma spesso solo apparenti: per esempio negli Usa vi è chi muta religione (all'interno del cristianesimo) perché si sposta da uno Stato a maggioranza cattolica a uno protestante,
appunto adeguandosi al "re" di turno.
Chiarito che il diritto (per chi lo desidera) a credere non è in discussione ma che dovrebbe essere garantita a ognuno la libera scelta (di non entrare, di uscire, di cercarsi un altro gregge, di non averne alcuno) Carcano e Orioli raccontano - con precisione sempre unita a una piacevole scrittura - come iniziano e dove portano le imposizioni religiose. I primi libri finiti al rogo pare siano quelli di Anassagora del 432 aC (o meglio aev). Da perseguitati i cristiani diventano padroni e poi persecutori con Costantino che combina «l'intolleranza politica e quella religiosa». In base a una sola citazione (oltretutto quasi nascosta nei Vangeli) sul «dare a dio… e a Cesare» si costruisce un'alleanza di ferro: il primo a identificare la Chiesa con dio e Cesare tout court con lo Stato è Osio di Cordova, già consigliere di Costantino, nel 356.
Saltando avanti e indietro nel tempo Uscire dal gregge racconta come nascono il pedo-battesimo, il Limbo (oggi quasi negletto) e il Purgatorio, cosa c'è dietro ai nomi; ma anche i continui dietro-front della Chiesa di Roma. «La fede come tale è sempre identica» sostiene Ratzinger: nulla di più falso. Agostino per esempio muta nel profondo il cristianesimo. L'ascesa al trono di Teodosio (nel 379) imprime alla storia un'impressionante svolta verso la repressione religiosa o meglio di chiunque non sia allineato con il papato. Sempre più il battesimo è imposto ai neonati (prima non era così); si forzano le conversioni; si teorizza che l'uccisione di un non cristiano è un «malicidio», cioè un mezzo per estirpare il male, piuttosto che un omicidio. Inizia la persecuzione di bestemmiatori e omosessuali («mai colpiti da leggi punitive nel mondo classico») che alcuni - come il devoto imperatore Giustiniano - ritengono da mettere a morte. La caccia agli eretici (sotto cui è facile collocare ogni dissenso) prenderà poi la forma dell'Inquisizione: delazioni, torture, roghi, confische dei beni.
Al contrario di quanto detto (proprio in questo 2009 ev) con solennità da Ratzinger, non è il nichilismo-totalitarismo ad avere portato nel ‘900 a disumanizzare gli esseri umani: i roghi ma anche le tecniche orwelliane (dal riscrivere la storia alle confessioni pubbliche e allo spionaggio di massa) vengono proprio dall'Inquisizione. La pretesa partecipazione dei cattolici alla creazione di un'Europa libera e laica non è mai esistita: da un Pio VI che in una enciclica del 1791 scrive «quale stoltezza maggiore può immaginarsi quanto ritenere tutti gli uomini uguali e liberi» a un Pio IX che definisce il suffragio universale «una piaga distruttrice dell'ordine sociale», a tanti altri talvolta Pii nei nomi (nei fatti mai pii) purtroppo c'è solo l'imbarazzo della scelta nel raccontare di una Chiesa cattolica sempre dalla parte sbagliata per quel che riguarda i diritti. Il 13 maggio 2007 in Brasile, Ratzinger dichiara che «l'annuncio di Gesù e del suo Vangelo non comportò, in nessun momento, un'alienazione delle culture precolombiane né fu un'imposizione di una cultura straniera». Montagne di documenti e di morti certificano il contrario. Rispetto alle menzogne offensive dell'ultimo papa qualcuno obietterà che il penultimo…. Differenze vi sono ma attenzione: come notano Carcano e Orioli, in molte occasioni «Giovanni Paolo II chiese perdono a Dio (non alle vittime) per le colpe commesse "dai figli della Chiesa" non dalla Chiesa che non può ammettere di sbagliare perché si ritiene "infallibilmente conservata nella verità"».
Fra le storie più vicine a noi, ma già dimenticate, impressionante è quella dei «concubini di Prato» che, offesi dal vescovo per la decisione di sposarsi solo in Comune, lo denunciano ma alla fine perdono il processo perché i giudici decidono che in quanto battezzati sono «sudditi» della Chiesa. Discutibile ma… ecco il senso dello sbattezzo, cancellarsi dal rito che segna un'appartenenza nella quale molti non credono. Sbattezzarsi era tecnicamente impossibile finché, grazie alla nuova legge sulla privacy, si trova il grimaldello: chiedere la modifica dei dati «sensibili». Nel '99 il garante della privacy ammette: «è giusto che i registri testimonino l'avvenuto mutamento di volontà». Fioccano le richieste di «sbattezzo» e la Uaar (Unione degli atei e degli agnostici razionalisti) mette in difficoltà le parrocchie che nicchiano. Gli ultimi paragrafi di Uscire dal gregge raccontano questa interminabile «partita a scacchi» e spiegano che fare concretamente.
Nel libro c'è molto di più. Si racconta di altri Paesi europei e della vera laicità; si indaga su alcuni significativi deliri statistici italiani sia a livello nazionale che locale (Cagliari, Imola e Rimini in testa); si ricorda un'uscita particolarmente bigotta di Sergio Cofferati; si fotografa il tipico (tanto tipico non è) «incredulo»; si polemizza su certe interpretazioni del multi-culturalisno; si accenna a come gli «apostati» cercano di uscire anche da ebraismo e Islam.
Pur se si schierano con nettezza, Carcano e Orioli non insultano e neppure si lasciano andare a irriverenze. Salvo forse in due citazioni: un macigno dei Pink Floyd ("Sheep" nell'album Animals ) e un'esilarante sonetto di Trilussa dove «la pupa» viene battezzata Anarchia… Certo nell'Italia dei Buttiglione e dei Rutelli qualcuno potrebbe considerare satanesca pure la battutina di Eduardo De Filippo (in Gli esami non finiscono mai ): «Gesù Cristo si fece battezzare a 30 anni: perché tanta fretta per i figli miei?».

mercoledì 26 agosto 2009

A Cortona quaranta volumi che furono proibiti tra il 1500 e il 1900, Eretici sovversivi o «soltanto» indecenti

l’Unità 26.8.09
A Cortona quaranta volumi che furono proibiti tra il 1500 e il 1900, Eretici sovversivi o «soltanto» indecenti
di Valeria Trigo

Cortonantiquaria è dedicata agli appassionati dell’antico e dell’antiquariato. Propone pezzi rari selezionati da specialisti, oltre 1000 pezzi importanti di vario genere e piccoli oggetti da collezione. Tra le curiosità, le litofanie di note manifatture europee, una conchiglia tibetana dei primi dell’Ottocento, un filo di perle di 1 metro Gli italiani I nomi di alcuni finiti all'Indice: Vittorio Alfieri, Pietro Aretino, Cesare Beccaria, Giordano Bruno, Benedetto Croce, Gabriele D'Annunzio, Antonio Fogazzaro, Ugo Foscolo, Galileo Galilei, Giovanni Gentile, Francesco Guicciardini, Giacomo Leopardi, Ada Negri, Girolamo Savonarola, Luigi Settembrini, Niccolò Tommaseo e Pietro Verri

Eresia, sommossa, indecenza. Queste sono le tre grandi accuse che hanno condotto libri (e spesso autori) al rogo, alla soppressione o alla mutilazione. Un’ovvia ironia storica ha in realtà assicurato l’immortalità a questi testi, gli strumenti di repressione (liste e denunce) trasformatisi in pubblicità di opere da possedere.
Molti studi e mostre hanno raccontato la storia della censura libraria. Ora a questi si aggiunge I libri proibiti, che espone fino al 6 settembre, nell’ambito di CortonaAntiquaria, quaranta libri che sono stati oggetto di censura dal 1500 al 1900 provenienti dalla libreria antiquaria di Londra Quartich e dalla Fondazione Giangiacomo Feltrinelli. Libri che furono soppressi o nascosti, dei quali l’esposizione narra le storie a tratti curiose, sempre scandalose, violente, buffe.
Tra le proposte: un viaggio tra le «colonne d’Ercole» del pensiero superate da Bacone, la prima biografia di Hobbes che bruciò alcune delle proprie carte per difendere il resto della sua opera, l’eretico alchimista Barnaud che elencò in un novello Satyricon «l’esatto numero» di prostitute, eunuchi, figli illegittimi e servi al seguito degli ecclesiastici di ogni diocesi della Francia del Cinquecento e venne perseguito per l’esattezza delle sue informazioni; e ancora un censore che scrive nel Seicento una apologia dell’attività repressiva, Machiavelli e i suoi eredi, le meravigliose anatomie rinascimentali, frutto proibito della pratica «immonda» della dissezione, un «empio» Corano inglese del Seicento, Hume, Voltaire e i philosophes negatori di miracoli e autorità, adattamenti attenuati dell’Ars amatoria di Ovidio, Ludovico Muratori che supera la censura ecclesiastica ma viene fermato da quella civile, la secolare semiclandestinità del Manifesto di Marx ed Engels,
Strutturata per temi, la mostra tocca episodi di censura «illustre», quella ecclesiastica o governativa della prima età moderna. Il percorso suggerisce i nessi tra produzione erotica e sedizione politica, traccia lo sforzo di emancipazione della scienza e del pensiero dal dogma, propone «finestre» su episodi di censura colti sull’atto, mostra come una lettura antologica dell’Index librorum prohibitorum diventi quasi l’indice di un qualunque moderno manuale del pensiero occidentale, con gli stessi protagonisti: Galileo, Campanella, Copernico o Darwin solo per citare alcuni esempi, ma anche Dante, Boccaccio, o la stessa Bibbia.
Ci sono, nella rassegna, anche esempi di autocensura, libri occultati per decenni dagli stessi autori, si osserverà la dialettica sette-ottocentesca tutta italiana tra pensatori cattolici «liberi» e ortodossia dei ranghi ecclesiastici, e si proporranno documenti vicinissimi ai nostri tempi, come quelli provenienti dal Fondo Perestrojka e dalla collezione di materiali di Piazza Tiananmen della Fondazione Feltrinelli.