mercoledì 30 novembre 2022

Rovine e macerie

Rovine e macerie

Il senso del tempo 



Marc Augè


Bollati Boringhieri, Torino, 2004


Attraverso un percorso sinuoso tra diversi siti del mondo, dall'Acropoli di Atene al Muro di Berlino, passando per diverse opere letterarie o cinematografiche e qualche ricordo, l'autore sviluppa un'intuizione che riguarda il senso del tempo e la coscienza della storia. La vista delle rovine ci fa intuire l'esistenza di un tempo che non è quello di cui parlano i manuali di storia o che i restauri cercano di resuscitare. È un tempo puro, non databile, assente dal nostro mondo d'immagini, di simulacri e di ricostruzioni; dal nostro mondo violento che produce solo macerie: macerie che non hanno più il tempo di diventare rovine. Un tempo perduto che capita all'arte di ritrovare.


Un affascinante percorso che attraversa vari siti del mondo - Dalla Costa d'Avorio alla Cambogia, dellA'cropoli di Atene al muro di Berlino -, alcune opere letterarie e cinematografiche e qualche ricordo, Marc Augé riflette sul tempo, sulla sua percezione, sulla sua fragile e subitanea realtà, le sue diverse profondità. insieme, ripensa al mestiere di antropologo, a ciò che esso gli ha insegnato, alle considerazioni che gli ispira e alle nuove domande che oggi gli pone.

 

… L'inventario delle Rovine non è un fine in sé ,,,

 l'umanità non è in rovina, è in cantiere. appartiene ancora alla storia.

In Costa d'Avorio mi attardai in casa di alcuni “profeti” che pretendeva di lottare contro gli stregoni e al tempo stesso di guarire i corpi sofferenti, di evocare tempi nuovi e di adattare i miti cristiani; 

Freud e sull'Acropoli gli viene un pensiero singolare: “ Dunque tutto questo esiste veramente, proprio come l'abbiamo imparato a scuola? ! "


martedì 16 marzo 2021

Primavera incendiata

 

Primavera incendiata

 

Questa primavera, come arriva, esplode in

falò verdi, selvatico soffiare verde

di alberi, di cespugli, fioritura di pruni che si

levano in ghirlande di vapori, tra

il bosco che brulica e brividi di giunchi

d’acqua.

 

Sono stordito a tutto questo sprigionarsi, questo

divampare di fuochi verdi, luci sul nero della terra, questa

folata di crescita, questi soffi di vapore che

vanno in selvatici vortici, come

volti di uomini sbocciati sotto il mio

sguardo.

 

E io, che specie di fuoco sono io, tra tutto

questo bruciare della primavera? Sono quello che manca,

io. Neanche pallido fumo come il resto della

gente, meno del vento che corre al fiammeggiante

richiamo.

 

David Herbert Lawrence

 

lunedì 14 settembre 2020

Il mio paese mi fa male

 

Il mio paese mi fa male


Il mio paese mi fa male per le sue vie affollate, 

Per i suoi ragazzi gettati sotto gli artigli delle aquile insanguinate,

Per i suoi soldati combattenti in vane sconfitte

E per il cielo di giugno sotto il sole bruciante.


Il mio paese mi fa male in questi empi anni, 

Per i giuramenti non mantenuti, 

Per il suo abbandono e per il destino, 

E per il grave fardello che grava i suoi passi.


Il mio paese mi fa male per tutti i suoi doppi giochi,

Per l’oceano aperto ai neri vascelli carichi,

Per i suoi marinai morti per placare gli dei,

Per i suoi legami troncati da una forbice troppo lieve.


Il mio paese mi fa male per tutti i suoi esilii, 

Per le sue prigioni troppo piene, per i suoi giovani morti,

Per i suoi prigionieri ammassati dietro il filo spinato, 

E tutti quelli che sono lontani e dispersi.


Il mio paese mi fa male con le sue città in fiamme,

Male contro i nemici e male con gli alleati,

Il mio paese mi fa male nel corpo e nell’anima,

Sotto i pesanti ferri dai quali è legato.


Il mio paese mi fa male con tutta la sua giovinezza 

Sotto bandiere straniere, gettata ai quattro venti, 

Perdendo il suo giovane sangue in rispetto al giuramento


Tradito da coloro che lo avevano fatto.


Il mio paese mi fa male con le sue fosse scavate,

Con i suoi fucili puntati alle reni dei fratelli,

E per coloro che contano fra le dita spregevoli.

Il prezzo dei rinnegati piuttosto che una più equa ricompensa.


Il mio paese mi fa male per la sua falsità da schiavi,

Con i suoi carnefici di ieri e con quelli di oggi

Mi fa male col sangue che scorre,

Il mio paese mi fa male. Quando riuscirà a guarire ?


18 Novembre 1944


Robert Brasillach, I poemi di Fresnes, Editrice Aurora, Caserta, 1977